Il Gargano si racconta a gennaio: una natura che continua a stupire
L’atmosfera che si respira a gennaio nel Gargano riserva qualche magia difficile da scoprire nei caldi e intensi mesi estivi. Il sole freddo cristallizza i paesaggi, ma gli scenari continuano a riscaldare gli animi. Ora è tempo di ammirare quella natura che è rimasta alle origini, quel misto di roccia e mare che lasciano senza fiato.
Il Parco Nazionale del Gargano adesso sembra aprire il suo sipario e suggerire meravigliosi itinerari, come a dire “il Gargano è tanto altro”. Questa è anche la terra delle doline, delle montagne, dei boschi, meraviglie paesaggistiche che ora più che mai devono essere esplorate.
Il paese di San Marco in Lamis, per esempio, è vicino alla più profonda cavità del Gargano: la Grava di Campolato. Sulla strada che porta a Sannicandro, profonda più di 100 metri e larga 675 metri, si può ammirare una delle più grandi doline d’Italia e la più grande della Puglia: la Dolina Pozzantina.
Ai margini del monte Montenero, immersa nel bosco della Difesa di San Matteo, c’è l’omonima grotta: qui ci si può inoltrare per qualche centinaio di metri nelle viscere della terra in un mondo di stalattiti e stalagmiti.
È nel territorio di San Giovanni Rotondo invece il monte più alto di tutto Gargano: dall’alto dei suoi 1056 metri, il Monte Calvo propone dei panorami spettacolari che guardano sulle valli sottostanti, sul golfo di Manfredonia, sul Lago di Varano, sul massiccio appenninico della Maiella e sulle Isole Tremiti.
Il Gargano continua così a raccontare la sua storia e a regalare una grande varietà di paesaggi e di emozioni. Uno spettacolo che tiene accesi i sensi affinché non si perda una sola battuta che questa terra può donarci.